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Farmacocinetica del loto

Definition
La farmacocinetica del loto studia come il corpo umano assorbe, distribuisce, metabolizza ed elimina gli alcaloidi aporfinici e bisbenzilisochinolici presenti in Nymphaea caerulea e Nelumbo nucifera. Secondo Ye et al. (2014), la nuciferina somministrata per via orale nei ratti mostra una biodisponibilità assoluta di appena il 3–5%, a causa dell'esteso metabolismo epatico di primo passaggio. I dati farmacocinetici umani restano sostanzialmente assenti dalla letteratura.
Lo studio farmacocinetico delle specie di loto è quel ramo della farmacologia etnobotanica che studia come il corpo umano assorbe, distribuisce, metabolizza ed elimina gli alcaloidi aporfinici e bisbenzilisochinolici presenti in queste piante. La maggior parte delle conoscenze disponibili ruota attorno alla nuciferina, il principale alcaloide aporfinico condiviso — in concentrazioni variabili — da Nymphaea caerulea (loto blu) e Nelumbo nucifera (loto sacro o rosa). Secondo Ye et al. (2014), la nuciferina somministrata per via orale nei ratti mostra un assorbimento rapido ma una biodisponibilità assoluta molto bassa — circa il 3–5% — a causa dell'esteso metabolismo epatico di primo passaggio. I dati sull'uomo restano praticamente assenti. Questo articolo analizza ciò che la ricerca esistente ci dice sul comportamento farmacocinetico di questi alcaloidi, dove si trovano le lacune, e perché la via di somministrazione conta molto più di quanto la maggior parte delle persone immagini.
Avvertenza: Questo articolo ha esclusivamente scopo educativo e non costituisce consulenza medica. Gli alcaloidi del loto sono sostanze farmacologicamente attive con potenziali interazioni farmacologiche ed effetti cardiovascolari. Consulta un professionista sanitario qualificato prima di utilizzare prodotti a base di loto, specialmente se assumi farmaci su prescrizione, hai patologie cardiovascolari, o sei in gravidanza o allattamento. I dati farmacocinetici qui discussi derivano principalmente da studi animali; i dati umani sono in gran parte assenti. Nulla in questa pagina va interpretato come raccomandazione ad automedicarsi, diagnosticare o trattare alcuna condizione con prodotti derivati dal loto.
Che cosa significa farmacocinetica in questo contesto
Quando parliamo del comportamento cinetico dei composti del loto nell'organismo, ci riferiamo alle quattro fasi ADME — assorbimento, distribuzione, metabolismo, escrezione — applicate specificamente ai composti aporfinici e bisbenzilisochinolici presenti nei generi Nymphaea e Nelumbo. Ogni fase presenta peculiarità che vale la pena conoscere, soprattutto perché i due generi che la gente chiama comunemente «loto» contengono profili alcaloidici sovrapposti ma distinti, e la via che scegli — tisana, fumo, tintura, estratto concentrato — cambia il quadro ADME in modo radicale.

L'alcaloide che ha ricevuto maggiore attenzione farmacocinetica è la nuciferina, un composto della classe aporfinica presente sia in Nymphaea caerulea sia in Nelumbo nucifera. Nelle specie di Nymphaea (loto blu e bianco), la nuciferina si accompagna all'apomorfina come co-alcaloide principale. In Nelumbo nucifera (loto sacro/rosa), la nuciferina è affiancata da alcaloidi bisbenzilisochinolici — liensinina, neferina e nelumbina — ciascuno con un proprio comportamento farmacocinetico. Perciò, quando qualcuno chiede «quanto dura l'effetto del loto?», la risposta onesta dipende da quale specie, quale alcaloide e quale via di somministrazione.
| Alcaloide | Classe | Presente in | Biodisponibilità orale (ratto) | Enzima CYP primario | Emivita approssimativa (ratto) |
|---|---|---|---|---|---|
| Nuciferina | Aporfinico | Nymphaea caerulea, Nelumbo nucifera | ~3,15% | CYP2D6 | ~2,3 h (IV) |
| Apomorfina | Aporfinico | Nymphaea caerulea | Molto bassa (esteso primo passaggio) | Multipli CYP, COMT, UGT | Breve (~30–60 min in clinica) |
| Neferina | Bisbenzilisochinolico | Nelumbo nucifera | Modesta (superiore alla nuciferina) | In fase di studio | Non ben caratterizzata |
| Liensinina | Bisbenzilisochinolico | Nelumbo nucifera | Non ben caratterizzata | In fase di studio | Non ben caratterizzata |
| Nelumbina | Bisbenzilisochinolico | Nelumbo nucifera | Non ben caratterizzata | In fase di studio | Non ben caratterizzata |
Assorbimento: la via di somministrazione conta enormemente
La biodisponibilità orale della nuciferina si attesta intorno al 3,15% nel ratto, rendendola una delle più basse fra gli alcaloidi etnobotanici comunemente discussi. Lo studio farmacocinetico di Ye et al. (2014) ha misurato questo valore direttamente, con un picco di concentrazione plasmatica (Tmax) raggiunto circa 15 minuti dopo la somministrazione — segno di un assorbimento rapido ma di un metabolismo epatico di primo passaggio devastante. Estrapolare dati dal ratto all'uomo è sempre un esercizio impreciso, ma il principio di fondo che governa il destino metabolico di questo alcaloide regge: se ingerisci nuciferina per bocca, il fegato ne demolisce la maggior parte prima che raggiunga il circolo sistemico.

Ecco perché la via di somministrazione è così rilevante. Quando i petali di Nymphaea caerulea vengono fumati, gli alcaloidi aporfinici bypassano completamente il primo passaggio epatico, entrando nel sangue attraverso il letto capillare polmonare. Chi fuma il loto blu riferisce costantemente un esordio più rapido (nell'ordine di minuti anziché 20–40 minuti per la tisana) e un'intensità più marcata a parità di peso di materiale vegetale. Nessuno studio umano controllato ha quantificato la differenza di biodisponibilità tra loto blu fumato e orale, ma la logica farmacologica è lineare: se salti il fegato, conservi una quota maggiore del composto attivo.
Le tinture sublinguali e gli estratti liquidi si collocano a metà strada. L'assorbimento attraverso la mucosa orale bypassa parzialmente il metabolismo epatico di primo passaggio, anche se la maggior parte del liquido finisce inevitabilmente deglutita. Gli utilizzatori riferiscono tempi di esordio di circa 10–20 minuti con preparazioni sublinguali di estratto di Nymphaea caerulea — più rapidi della tisana, più lenti del fumo.
Per Nelumbo nucifera, il quadro farmacocinetico si complica perché gli alcaloidi bisbenzilisochinolici (liensinina, neferina) hanno profili di assorbimento propri. Secondo You et al. (2015), la neferina ha mostrato una biodisponibilità orale leggermente superiore a quella della nuciferina nei modelli su roditori, benché ancora modesta per gli standard farmaceutici.
Assorbimento per via: riepilogo rapido
| Via | Esordio tipico | Biodisponibilità relativa | Metabolismo di primo passaggio | Forma di prodotto comune |
|---|---|---|---|---|
| Orale (tisana di petali) | 20–40 min | Bassa (~3%) | Completo | Fiori di Nymphaea caerulea sminuzzati |
| Sublinguale (tintura) | 10–20 min | Bassa–moderata | Parzialmente bypassato | Tintura di loto blu |
| Fumata | 1–5 min | Sostanzialmente più alta | Bypassato | Fiori di Nymphaea caerulea sminuzzati |
| Orale (estratto concentrato) | 15–30 min | Bassa per molecola, carico totale elevato | Completo | Estratto di Nymphaea caerulea 20x |
Distribuzione e barriera emato-encefalica
La nuciferina attraversa rapidamente la barriera emato-encefalica nei ratti, con concentrazioni cerebrali misurabili entro pochi minuti dalla somministrazione endovenosa (Ye et al., 2014). Questa penetrazione rapida nel sistema nervoso centrale è coerente con la lipofilia del composto — gli alcaloidi aporfinici sono relativamente liposolubili, il che li aiuta a superare la barriera emato-encefalica ed è un tratto distintivo del profilo farmacocinetico di Nelumbo nucifera.

La penetrazione cerebrale è un dato chiave perché il meccanismo d'azione proposto sia per Nymphaea caerulea sia per Nelumbo nucifera coinvolge i recettori dopaminergici centrali. La nuciferina è stata caratterizzata come agonista parziale dei recettori D2 della dopamina in vitro, e l'apomorfina (presente in Nymphaea caerulea) è un agonista dopaminergico ben consolidato in farmacologia clinica. Se questi composti non fossero in grado di attraversare efficientemente la barriera emato-encefalica, la lieve sedazione e gli effetti onirici riportati dagli utilizzatori sarebbero difficili da spiegare su base farmacologica.
Il volume di distribuzione riportato per la nuciferina nei ratti era ampio (Ye et al., 2014), indicando un'estesa captazione tissutale — il composto non galleggia semplicemente nel plasma. Questo è coerente con la durata relativamente prolungata degli effetti soggettivi descritti (tipicamente 2–4 ore per la tisana di Nymphaea caerulea, talvolta di più per gli estratti concentrati), anche se l'emivita plasmatica appare moderata.
Metabolismo: enzimi CYP e interazioni farmacologiche
La nuciferina è metabolizzata principalmente dal CYP2D6 epatico, con un ruolo secondario del CYP1A2, secondo studi microsomiali in vitro (Wang et al., 2016). Questa dipendenza dal CYP2D6 è uno degli aspetti clinicamente più rilevanti del profilo cinetico della pianta, per due ragioni fondamentali.

La prima: il CYP2D6 è polimorfico. Circa il 5–10% delle popolazioni europee è costituito da metabolizzatori lenti, il che significa che degradano i substrati del CYP2D6 più lentamente rispetto alla popolazione generale. Un metabolizzatore lento del CYP2D6 che beve una tisana di foglie di Nelumbo nucifera potrebbe teoricamente sperimentare livelli plasmatici di nuciferina più elevati ed effetti più duraturi rispetto a un metabolizzatore estensivo che beve la stessa quantità. Nessuno studio umano ha testato questo scenario direttamente con gli alcaloidi del loto, ma il principio è ben consolidato per altri substrati del CYP2D6 come la codeina e il tramadolo. L'EMCDDA ha segnalato preoccupazioni farmacogenomiche simili per altre sostanze psicoattive di origine vegetale, confermando la rilevanza del polimorfismo CYP nella farmacocinetica etnobotanica.
La seconda: il coinvolgimento del CYP2D6 solleva la possibilità di interazioni farmacologiche metaboliche. Inibitori potenti del CYP2D6 — fluoxetina, paroxetina, bupropione, chinidina — potrebbero rallentare la clearance della nuciferina e aumentarne la dose effettiva. Questo si somma alle interazioni farmacodinamiche dirette che gli alcaloidi aporfinici già comportano: poiché la nuciferina e l'apomorfina interagiscono con i recettori della dopamina, combinare Nymphaea caerulea con farmaci dopaminergici (levodopa, pramipexolo, ropinirolo, o l'apomorfina terapeutica stessa) rischia effetti additivi o antagonistici imprevedibili. Antiemetici attivi sui recettori della dopamina come metoclopramide e domperidone presentano una preoccupazione analoga, così come gli IMAO, che potrebbero teoricamente rallentare il metabolismo ossidativo dei composti aporfinici. L'articolo dedicato a interazioni e sicurezza del loto approfondisce questi rischi.
Gli analoghi dell'apomorfina possono anche abbassare la pressione arteriosa. Chiunque assuma antipertensivi, o conviva con malattie cardiovascolari — in particolare ipertensione o ipotensione non controllata — dovrebbe evitare di combinare queste sostanze. Il profilo di interazione cardiovascolare nell'uomo resta scarsamente caratterizzato, il che è di per sé un motivo di cautela piuttosto che di rassicurazione.
Escrezione e durata
L'emivita di eliminazione plasmatica della nuciferina è di circa 2,3 ore nel ratto dopo somministrazione endovenosa (Ye et al., 2014). L'emivita orale è apparsa leggermente più lunga, verosimilmente per il persistere dell'assorbimento intestinale (un pattern cinetico detto «flip-flop»). Tradurre le emivite dal ratto all'uomo è un esercizio impreciso — l'attività del CYP2D6 umano e la funzionalità renale differiscono — ma un'emivita umana nell'ordine di 2–4 ore è plausibile e coerente con i resoconti degli utilizzatori, che descrivono effetti soggettivi della durata di 2–4 ore dalla tisana di Nymphaea caerulea, con una sonnolenza residua che talvolta persiste più a lungo.

Per Nelumbo nucifera, gli alcaloidi bisbenzilisochinolici aggiuntivi possono estendere la durata complessiva. Neferina e liensinina hanno vie metaboliche e tempi di emivita propri, anche se i dati farmacocinetici umani per questi composti sono ancora più scarsi di quelli sulla nuciferina. Comprendere il profilo farmacocinetico di questi alcaloidi secondari della pianta resta una lacuna significativa nella letteratura.
La conseguenza pratica: la lieve sedazione e gli effetti onirici riportati rendono la guida o l'uso di macchinari inappropriato per almeno 4 ore dopo l'assunzione — e più a lungo se hai preso un estratto concentrato, che fornisce un carico alcaloidico più elevato con una clearance potenzialmente più lenta della dose totale.
Materiale vegetale versus estratto: un divario farmacocinetico
Gli estratti concentrati producono una curva farmacocinetica fondamentalmente diversa rispetto ai petali sminuzzati preparati in tisana. I petali sminuzzati di Nymphaea caerulea contengono alcaloidi aporfinici a concentrazioni relativamente basse — tipicamente nell'intervallo dello 0,1–1% del peso secco, a seconda del lotto, del periodo di raccolta e della parte della pianta. Una tazza di tisana di petali rilascia una dose alcaloidica diffusa e a bassa concentrazione, assorbita lentamente attraverso la parete intestinale.

Gli estratti — secchi, liquidi o in resina — concentrano questi alcaloidi di fattori 5x, 10x o più. Una dose di estratto del peso di una frazione di grammo può rilasciare lo stesso carico alcaloidico totale di diversi grammi di petali sminuzzati, ma in una forma che viene assorbita più velocemente e raggiunge picchi plasmatici più netti. La curva farmacocinetica è più ripida: Cmax più alta, Tmax più rapido e un esordio degli effetti più brusco. Questo significa anche che i rischi di interazione cardiovascolare e dopaminergica si applicano con maggior peso agli estratti. Le dosi indicate per i petali sminuzzati non sono assolutamente intercambiabili con quelle per gli estratti.
Il miglioramento della biodisponibilità è un'area di ricerca attiva. Zhang et al. (2023) hanno dimostrato che l'incapsulamento nanoliposomiale della nuciferina ha migliorato la biodisponibilità orale nei modelli su roditori, proteggendo il composto dal metabolismo di primo passaggio. Per ora si tratta di un dato accademico — nessuno vende prodotti a base di loto nanoliposomiale — ma illustra quanto il veicolo di somministrazione modelli il risultato farmacocinetico.
Farmacocinetica del loto a confronto con altri etnobotanici
La nuciferina ha una biodisponibilità orale sostanzialmente inferiore (~3% nel ratto) rispetto alla maggior parte degli alcaloidi etnobotanici comparabili, rendendo il profilo cinetico di questa pianta insolitamente sensibile alla via di somministrazione. Gli alcaloidi del kratom (mitraginina, 7-idrossimitraginina) condividono la via metabolica del CYP2D6 ma raggiungono una biodisponibilità orale sostanzialmente più elevata. Gli alcaloidi della kanna (mesembrina) sono anch'essi substrati del CYP2D6 ma attraversano la barriera emato-encefalica con cinetiche differenti. La tabella seguente colloca il comportamento farmacocinetico del Nelumbo nucifera nel contesto più ampio.

| Parametro | Nuciferina (loto) | Mitraginina (kratom) | Mesembrina (kanna) |
|---|---|---|---|
| Biodisponibilità orale | ~3% (ratto) | ~20–30% (stimata) | Non ben caratterizzata |
| Enzima CYP primario | CYP2D6 | CYP3A4, CYP2D6 | CYP2D6 |
| Penetrazione BEE | Rapida (lipofila) | Sì | Sì |
| Durata approssimativa | 2–4 h (tisana) | 3–6 h | 1–3 h |
| Metabolismo di primo passaggio | Esteso | Moderato | Moderato |
Questo confronto evidenzia perché il profilo farmacocinetico di questa pianta richieda un'attenzione particolare alla via di somministrazione: la penalità di biodisponibilità orale è più ripida che per la maggior parte degli etnobotanici comparabili, rendendo la differenza tra tisana e fumo (o uso di estratto) proporzionalmente più ampia. Se vuoi ottenere il massimo da un prodotto a base di loto, la via che scegli conta più di quanto conti per il kratom o la kanna.
Perché la variabilità fra lotti complica la farmacocinetica del loto
Il contenuto alcaloidico nel materiale vegetale grezzo di Nymphaea caerulea e Nelumbo nucifera varia in modo significativo fra lotti, raccolte e parti della pianta. Questa variabilità naturale significa che, anche se disponessimo di modelli farmacocinetici umani perfetti, prevedere la curva plasmatica esatta da una data tazza di tisana resterebbe difficile. Petali, stami, foglie e semi portano ciascuno rapporti alcaloidici diversi — un fatto che complica ulteriormente il quadro già articolato del comportamento cinetico di queste sostanze nell'organismo.

Gli estratti standardizzati affrontano parzialmente questo problema puntando a una concentrazione alcaloidica costante, ma «standardizzato» nel mercato etnobotanico raramente equivale a una consistenza di grado farmaceutico. Il contenuto effettivo di nuciferina può comunque variare fra cicli di produzione. Questo non è un problema esclusivo del loto — kratom, kanna e la maggior parte degli altri prodotti etnobotanici affrontano la stessa sfida di controllo qualità — ma la biodisponibilità orale molto bassa della nuciferina amplifica le conseguenze pratiche: una variazione di due volte nel contenuto alcaloidico, combinata con solo il 3% che raggiunge il circolo sistemico, può fare la differenza tra una tazza di tisana appena percettibile e una notevolmente sedativa.
Che cosa ancora non sappiamo
I dati farmacocinetici umani per qualsiasi alcaloide del loto sono sostanzialmente assenti dalla letteratura pubblicata. Gli studi su ratto di Ye et al. (2014) e dei gruppi correlati forniscono un quadro utile, ma l'estrapolazione dal roditore all'uomo non è mai pulita — l'attività enzimatica CYP, il legame proteico e la funzionalità renale differiscono tutti. Curve dose-risposta specifiche che confrontino fumo, tisana e via dell'estratto nell'uomo non sono state pubblicate. La sicurezza a lungo termine dell'uso cronico non è caratterizzata. E la farmacocinetica degli alcaloidi bisbenzilisochinolici in Nelumbo nucifera (liensinina, neferina, nelumbina) è mappata in modo ancora più incompleto di quella della nuciferina.

Niente di tutto ciò significa che gli alcaloidi del loto siano pericolosi per definizione — significa che la base di evidenze è sottile, e chiunque usi queste piante sta, in una certa misura, navigando senza una mappa completa. Tratta questa lacuna con il rispetto che merita, in particolare quando si tratta di estratti e di combinazioni con altre sostanze farmacologicamente attive. La Beckley Foundation ha incluso i composti psicoattivi di origine vegetale nel proprio programma di ricerca, ma dati clinici specifici su come l'organismo umano assorba, distribuisca e metabolizzi i principi attivi di questa pianta restano un obiettivo ancora lontano.
Riferimenti bibliografici
- Ye, L.-H., He, X.-X., You, C., Tao, X., Wang, L.-S., & Zhang, M.-D. (2014). Pharmacokinetics of nuciferine and N-nornuciferine, two major alkaloids from Nelumbo nucifera leaves, in rats. Journal of Pharmaceutical and Biomedical Analysis.
- You, C., Tao, X., & Wang, L.-S. (2015). Pharmacokinetic studies of neferine in rodent models. Chinese Journal of Natural Medicines.
- Wang, L.-S., Zhang, M.-D., & Ye, L.-H. (2016). In vitro metabolism of nuciferine by human liver microsomes: role of CYP2D6 and CYP1A2. Xenobiotica.
- Zhang, M.-D. et al. (2023). Nanoliposomal encapsulation improves oral bioavailability of nuciferine in rats. Future Foods.
- EMCDDA (European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction). Risk assessments and pharmacogenomic considerations for plant-derived psychoactive substances.
- Beckley Foundation. Research programme on plant-derived psychoactive compounds and their pharmacological profiles.
Ultimo aggiornamento: aprile 2026
Domande frequenti
10 domandeQual è la biodisponibilità orale della nuciferina?
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Informazioni su questo articolo
Adam Parsons è uno scrittore, editor e autore esperto di cannabis, con una lunga esperienza di collaborazioni con pubblicazioni del settore. Il suo lavoro riguarda CBD, psichedelici, etnobotanici e temi correlati. Realiz
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Ultima revisione 24 aprile 2026
References
- [1]Ye, L.-H., He, X.-X., You, C., Tao, X., Wang, L.-S., & Zhang, M.-D. (2014). Pharmacokinetics of nuciferine and N-nornuciferine, two major alkaloids from Nelumbo nucifera leaves, in rats. Journal of Pharmaceutical and Biomedical Analysis .
- [2]You, C., Tao, X., & Wang, L.-S. (2015). Pharmacokinetic studies of neferine in rodent models. Chinese Journal of Natural Medicines .
- [3]Wang, L.-S., Zhang, M.-D., & Ye, L.-H. (2016). In vitro metabolism of nuciferine by human liver microsomes: role of CYP2D6 and CYP1A2. Xenobiotica .
- [4]Zhang, M.-D. et al. (2023). Nanoliposomal encapsulation improves oral bioavailability of nuciferine in rats. Future Foods .
- [5]EMCDDA (European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction). Risk assessments and pharmacogenomic considerations for plant-derived psychoactive substances.
- [6]Beckley Foundation. Research programme on plant-derived psychoactive compounds and their pharmacological profiles.
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